Al giorno d'oggi tutte le aziende vengono guidate da una figura dirompente e rivoluzionaria che incarna gli ideali degli "animal spirits" parafrasando Keynes o dello "sturm und drang" schumpeteriano: l'imprenditore.
Ebbene, l'imprenditore non è solo il cervello economico/patrimoniale dell'impresa , ma anche una mente relazionale che non guarda più solo il risultato finanziario ma anche quello sociale attraverso degli asset intangibili che non emergono dalla situazione economico finanziaria dell'azienda.
Non si tratta piu di fare i conti a fine anno, ma di costruire un vero e proprio sistema di "early warning", che è il cuore pulsante della recente riforma della crisi d'impresa. Sono 390 articoli molto articolati, ma che costituiscono un "salva vita" o un "salva responsabilità". Se l'impresa si evolve adeguandosi ad avere un assetto organizzativo, amministrativo e contabile, l'imprenditore (e da oggi anche i revisori o i sindaci) non rischia di rispondere in solido e personalmente col proprio patrimonio per i debiti contratti dalla operatività aziendale. E' un cambio di paradigma, la definirei una "metanoia", un capovolgimento degli schemi mentali tradizionali verso una cultura nuova che elimina la negligenza organizzativa.
La domanda che rivolgo a tutti gli imprenditori è la seguente: preferireste dormire sonni tranquilli o continuare a navigare nelle acque tempestose della cultura organizzativa bilancio centrica ancorata al passato di Fra Luca Pacioli? Ai posteri l'ardua sentenza.