Si precisa che «L’ istituzione degli assetti di cui all’articolo 2086, secondo comma, spetta esclusivamente agli amministratori» (per le Srl si veda l’articolo 2475, comma 1, Codice civile e per le Spa si vedano gli articoli 2380-bis, comma 1, e 2409-novies, comma 1, Codice civile).
L’articolo 378, CCI ha aggiunto – dal 16 marzo 2019 – un sesto comma all’articolo 2476, Codice civile che, nella sua prima parte, recita testualmente: «Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inos- servanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale…. (omissis)».
Pertanto, la mancata istituzione di adeguati assetti e la mancata verifica periodica circa la loro adeguatezza può legittimare, in capo agli amministratori e ai sindaci, un’azione di responsabilità per danni (articoli
2260, comma 2; 2381, comma 3; 2392, comma 1; 2476, comma 1, Codice civile) 9.
Sul punto si cita la recente giurisprudenza.
Tribunale di Milano, sezione Imprese B, sentenza 19 ottobre 2019:
«Onde affrancarsi ad un eventuale intervento tribunalizio di cui all’articolo 2409 Codice civile, occorre senza indugio adottare quel tipo di modello previsionale che offra la possibilità di leggere le capacità dell’impresa di stare sul mercato». Diversamente, la mancata adozione degli adeguati assetti apre la strada alla denuncia in tribunale per le gravi irregolarità gestionali commesse dagli amministratori
Tribunale di Milano, sentenza 21 ottobre 2019
I collegi sindacali di due Spa (controllante e controllata) denunciavano gravi irregolarità nella gestione tra cui «inadempienze e atteggiamenti omissivi od inerti in ambito organizzativo e gestionale». Le società
avevano ingenti indebitamenti, ma l’organo amministrativo si è limitato a cercare alcuni finanziatori interessati all’acquisto di alcuni asset aziendali.
La mancanza di un piano industriale o di ristrutturazione dei debiti
costituisce grave irregolarità, foriera di pregiudizio per le società
amministrate in quanto idonea a compromettere le prospettive di
ordinata uscita dalla crisi
Tribunale di Roma, sentenza 8 aprile 2020
Il socio di una Srl propone un’azione di responsabilità nei confronti dell’ex presidente del consiglio di amministrazione e dell’ex direttore generale per il danno arrecato al patrimonio sociale conseguente all’inosservanza dello specifico canone di diligenza professionale richiesto dalla natura dell’incarico. Nello specifico, è stato contestato il fatto di aver provveduto ad assumere un ingente numero di lavoratori dipendenti quando l’attività d’impresa non era stata ancora avviata, in attesa di ricevere le prescritte autorizzazioni ed anzi di aver continuato ad assumere personale anche quando oramai era palese che le predette autorizzazioni non sarebbero state concesse
Tribunale di Roma, sentenza 15 settembre 2020
Gli amministratori hanno omesso di accertare la perdita della continuità aziendale, ignorando gli evidenti segnali di crisi rappresentati dal fatto che le entrate generate dall’attività produttiva non erano neppure sufficienti a coprire i costi di produzione e che la società era stata fatta oggetto di plurime azioni esecutive da parte dei creditori sociali Corte di Cassazione, sentenza 28 settembre 2020, n. 20389
Al fine di invocare l’esimente della forza maggiore (nel caso, le condizioni oggettivamente straordinarie derivanti dalla pandemia da Covid-19) contro l’irrogazione delle sanzioni per omessi pagamenti di debiti tributari, l’amministratore deve aver assunto ogni possibile iniziativa per premunirsi contro le conseguenze dell’evento anomalo e avere implementato gli adeguati assetti
Merita menzione anche l’articolo 14, comma 1, CCI, e prima ancora l’articolo 2403, Codice civile, che pone a carico dei revisori l’obbligo di vigilare costantemente se l’organo amministrativo protegge adeguatamente il patrimonio aziendale e misura costantemente la continuità aziendale. Qualora non lo facessero il revisore deve mandare una comunicazione con cui ammonisce l’organo amministrativo, a cui concede 30 giorni di tempo per adottare dei provvedimenti correttivi; in difetto potrebbe scattare la segnalazione al giudice ai sensi dell’articolo 2409, Codice civile.
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